Diario di un attore(?)

Oggi è il giorno dello spettacolo. Mi sta già salendo l’ansia. Ma no dai, è apparenza, adesso mi tranquillizzo e vado in teatro.
Insolitamente è inspiegabilmente sono puntuale. Dovremmo iniziare a provare, ma ci sono due cose da mettere a posto per non rischiare di arrivare a stasera con qualche problemino fastidioso. Eppure pensavamo di aver fatto tutto. Quelle due cose diventano tre, poi quattro, poi ci prosciugano metà mattinata. E l’ansia sale un pochettino. Iniziamo le prove. Dovrebbero essere quelle generalissime, ma oramai sono prove fittizie, quel che si sa si sa. Finiamo alle 14, poi ognuno è libero di pranzare dove vuole, così, per liberare la mente. Arrivo a casa, classica mangiata da terrone completa di primo secondo contorno frutta e, non sia mai che possa mancare, dolce e caffè. Tutto per rimanere leggeri.

L’orologio continua a scorrere e le lancette oggi sembrano più leste, con quella frenesia pre-spettacolo come se non vedessero l’ora che arrivi il momento in cui si apra il sipario. L’ansia sale. Doccia.
Prendo le ultime cose (tanto qualcosa l’avrò dimenticata di sicuro). Scappo al teatro. Anche questa volta mi ritrovo inspiegabilmente in orario. Pizzata di gruppo. E via col prepararsi. Ormai son le 20 e dev’essere tutto pronto. Non si torna più indietro.

La gente in sala comincia ad entrare.
Mi chiamano dalla saletta per truccarmi. Mazza quanto siam belli con un po’ di spennellata sul viso.
Mi affaccio dalla tenda, la sala è piena.
Vedo i volti dei miei amici. C’è chi è carico come una molla, chi sembra non mostrare segni di preoccupazione ma in realtà dentro di sé è agitatissimo, chi invece cammina avanti e indietro perché non riesce a scaricare la tensione. Ed io non vedo l’ora di divertirmi.

Le luci si spengono.
Si apre il sipario.
Che lo spettacolo abbia inizio.

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